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C'era due volte il barone Lamberto

219557
Gianni Rodari 25 occorrenze
  • 1996
  • Edizioni EL - Einaudi Ragazzi
  • Trieste
  • paraletteratura-ragazzi
  • UNICT
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C'era due volte il barone Lamberto

ventiquattro ceste. Il secondo sfiora senza volerlo il pallone e gli appicca il fuoco. In quel momento i trasvolatori sono, per fortuna, a poche decine

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arrotolato, c'è Anselmo, che rimugina i suoi sospetti sul nipote Ottavio. Ma chi gli crederebbe, se lo accusasse apertamente? Va bene, si può provare

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d'altro. Mentre seguono il funerale, gli industriali di Omegna parlano di caffettiere e frullini, i fabbricanti di rubinetti di San Maurizio

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finestrino della soffitta sono raggi del sole o squilli di trombe. Ha gli occhi aperti, ma non vuol dire, in sogno si hanno sempre gli occhi aperti

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Alpi. Non è un gran fiume, ma nemmeno un ruscelletto. Si chiama Nigoglia e vuole l'articolo al femminile: la Nigoglia. Gli abitanti di Omegna sono

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le conversazioni che si svolgono in soffitta. Gli fanno compagnia, mentre prepara il timballo di riso o le bracioline alla panna. Non lo fa per

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Una mattina il barone, guardandosi allo specchio, scopre che col favore delle tenebre gli è spuntato un capello. Un capello biondo. Eccolo li che

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. Gli occhi, fino a qualche settimana fa seminascosti dalla pesante cortina delle palpebre, si affacciano alla luce con rinnovata vivacità. Si vede

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gioco dei birilli l'ultimo avanzo del patrimonio lasciatogli dalla sua povera mamma. Oggi l'oste gli manderà il conto delle gazose, che consuma a

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— Forza, Ottavio! Si va a fare un po' di vela. Ottavio si scusa, dice che il lago gli dà il mal di mare e intanto riflette: «Questi trincianti del

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giro di vantaggio. Ottavio si scusa col dire che l'acqua del lago gli dà l'orticaria e resta in casa a riflettere. Riflette e gironzola. Fruga in

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suorine tutto l'anno, gli altri solo nella bella stagione. — Che succede? — Torni indietro! I banditi non le permetteranno di sbarcare! Noi, come vede

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gli abitanti di Orta, usciti dalle antiche stradine, dai nobili palazzotti e dalle ville fiorite, o scesi dai fianchi della montagna. Ci sono i

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pilota gli hanno dato anche la benedizione. Il pilota ha scherzato con loro: — San Giulio, però, non aveva bisogno del motoscafo per attraversare il

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tenebre, Anselmo è salito in barca per compiere la sua missione. Era cosí agitato che gli è caduto l'ombrello in acqua. Proprio in quel momento il signor

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cinque parti del mondo, perché il barone Lamberto è famoso dal Polo Nord al Polo Sud per via delle sue banche; sicché non solo gli italiani, ma pure gli

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e due di quello grosso. Quando Duilio monta in barca per trasportare i rifornimenti all'isola, lo salutano grandi applausi e i fotografi gli gridano

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una macchina presa a noleggio, egli corre a Milano per procurarsi gli attrezzi richiesti dal barone. I ventiquattro direttori generali hanno discusso a

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caffè, quando portano, secondo le ore, gli aperitivi o i digestivi. Sono quarantotto ordinazioni per volta: un bel colpo. Il sindaco, per non far torto

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sereno. Strizza l'occhio al povero Anselmo, che non sviene solo perché si appoggia all'ombrello, e gli domanda, con aria semplice: — Come sta Delfina

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Ottavio, vero? Che fa di bello, Ottavio? Come sta? Da quando sono arrivati i banditi sta sulle spine. Quelli, allo zio, gli prolungano la vita

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che cosa mai potrà servire? I ricchi sono matti». Gli altri cinque non ridono e non si fanno domande. Sono ben pagati, perché ricevono uno stipendio

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cominciata una partita a tressette. Giocano il barone e Anselmo contro due banditi. Vince ancora il barone. Però si vede che le continue vittorie gli fanno

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volta, si fa dare un fazzoletto e ci nasconde gli occhi, perché nessuno veda che sono asciutti. Lo chiudono a chiave e passano alle soffitte. Qui non ci

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della villa una grande ombra nera. Ma è tanto giovane che nessuno gli dà retta. I colleghi piú anziani non mettono nemmeno il naso fuori del caffè dove si

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